Cure termali

Nome e Cognome: 
Ester Isacco
Email: 
direttoresga@primocircolovalenza.it

Gradirei sapere se un pubblico dipendente  del Ministro P.I. comparto Scuola con contratto a tempo indeterminato possa  richiedere  malattia durante  un ciclo di cure termali prescritte dal medico dell’ ASL . In attesa, saluto distintamente.

Risposta: 

Dopo il definitivo superamento dell'istituto del congedo straordinario, la fruizione delle cure termali da parte di tutti i pubblici dipendenti soggiace alle medesime regole previste per i lavoratori privati, sia per ciò che attiene alle patologie che danno titolo alle stesse cure sia per ciò che attiene alle specifiche procedure da seguire e alle certificazioni da esibire.
 
Tale disciplina di riferimento, richiamata anche dalla circolare INPS n.127/1998 e alla quale rinviamo per tutti gli aspetti di dettaglio, è rappresentata dalle seguenti fonti legislative e regolamentari: art.13 D.L. 463/1983, convertito nella legge 638/1983, come modificato ed integrato dall'art.16, commi 4, 5 e 6, della L. 30/12/1991, n. 412; art. 4 L. 323/2000; DD.MM. del 22.3.2001, del 15.12.1994 e del 12.8.1992.

Il principale elemento di novità, rispetto al precedente regime pubblicistico, è rappresentato dal fatto che i giorni di fruizione delle predette cure, nei limiti in cui è consentito effettuarle al di fuori delle ferie, devono essere necessariamente imputati alle assenze per malattia, in quanto riconducibili comunque allo stato di salute del dipendente.
 
Di norma, le cure termali devono essere effettuate nell'ambito del periodo feriale (in congedo ordinario). Anche l'art.16, comma 5, della legge n. 412/1991 ha confermato, indirettamente, tale regola generale, prevedendo le condizioni tassative che, eccezionalmente, consentono al lavoratore di assentarsi per fruire delle cure termali anche al di fuori del periodo di ferie (imputandole, in questo caso, a malattia).

Per il lavoratore che, solo in presenza di dette condizioni, effettua le cure termali al di fuori delle ferie, l'assenza dal servizio, da imputare a malattia, non può mai superare i 15 giorni all'anno (art.13 L.638/1983).
 
Inoltre, al fine di evitare forme di abuso, l'art.13, comma 5 della legge n. 638/1983 stabilisce che tra i periodi di effettuazione delle cure e delle ferie deve intercorrere un periodo di almeno 15 giorni.
 
Non possono mai essere fruite in periodo extra feriale, secondo le modalità descritte:
·         le cure meramente preventive, finalizzate ad impedire l'insorgenza di malattie nuove, dato che esse non sono in alcun modo previste dalla disciplina legale; in tale esclusione la Corte costituzionale con ordinanza n. 459 del 16 ottobre 1990 ha escluso che possa ravvisarsi una lesione di principi costituzionali;
le cure elioterapiche, climatiche e psammoterapiche, in virtù dell'espressa previsione dell'art.13, comma 6 della legge n. 638/1983, salvo che le cure stesse non siano richieste dai seguenti lavoratori: invalidi civili con percentuale superiore ai due terzi, ciechi, invalidi per causa dì guerra, di servizio e del lavoro.
Ente: 
Direzione Didattica 1° Circolo VALENZA